Medicina: epistemologia e prassi

La medicina, in quanto disciplina che per prima si configurò in modo autonomo e prima delle altre rifletté sul proprio statuto metodologico, svolse in Grecia un ruolo paradigmatico, e si differenziò da tutte le altre perché dotata di un banco di prova efficacissimo al quale sottoporre le proprie teorie: la vita, o la morte, del paziente. Fin dalle origini della grecità essa apparve in tutta la sua importanza: tale è il livello di dettaglio e di conoscenze mostrato da Omero nell’Iliade e nell’Odissea nella descrizione di ferite e cure, che alla fine dell’Ottocento, in Germania, si ipotizzò nell’autore di quei poemi un medico militare.

La medicina greca fu da un lato quella, vincente, di Ippocrate, dall’altro quella di enorme impatto sociale dei santuari di Asclepio e Apollo; ma la sua articolazione si estese anche a sviluppi locali come quelli della Magna Grecia (la medicina “italica”): ma a queste ramificazioni istituzionali si aggiunse un gran numero di medici indipendenti che operarono in centri maggiori e minori, che non hanno redatto scritti né lasciato testimonianze, e dei quali abbiamo frequenti ma scarne attestazioni per il tramite di iscrizioni.

Le attività del Centro nello studio della medicina antica seguono al momento quattro indirizzi:

Medicina non ippocratica di età arcaica e classica: la medicina italica; la medicina dei physiologoi presocratici; la medicina nella tradizione letteraria arcaica; la medicina religiosa, magica, popolare.

Coscienza epistemologica e maturazione del metodo scientifico: la “nascita dell’intelletto” e del metodo induttivo-deduttivo, dalle origini al V secolo a.C., nell’ambito del programma della scienza detta “razionale” di conoscere la natura delle cose, teorizzare un più generale schema interpretativo del reale, costituire un sapere universale, o universalizzabile.

Empirismo: in polemica con l’indagine causale e contro la pretesa conoscibilità dell’intima natura delle cose e del non-visibile, si sviluppa il tentativo di restituire centralità alla relazione non mediata tra soggetto conoscente e dati dell’esperienza. “Stick to facts, Sir” potrebbe proclamare, con il Dickens di Tempi difficili, l’empirismo medico che nasce in età ellenistica nell’ambiente alessandrino e arriva fino all’età di Galeno.

Galeno: nel II secolo dell’era cristiana, momento di svolta nella civiltà antica, Galeno rappresenta – come Tolemeo per l’astronomia – un vertice che si dimostrerà di tale influenza da inibire per secoli ogni ulteriore sviluppo. Egli offre un tentativo di sincretismo medico-filosofico in cui alla medicina si applicano i criteri euclidei di rigore e coerenza dimostrativa fondata su assiomi e definizioni, per realizzare un sistema scientifico in cui il sapere medico fino ad allora elaborato dai Greci trovasse una rielaborazione unitaria e una coerenza anche logico-filosofica. Galeno è oggetto di indagine da un lato per il suo prezioso ruolo di testimone sia del pensiero filosofico e medico precedente, sia del contesto storico-sociale dell’epoca; dall’altro lato come lessicografo autore di uno specifico Glossario della terminologia ippocratica; infine, per le sue specifiche e articolate dottrine.